SI LAVORA AL “DRAGHI PREMIER” ALL’OMBRA DELLE JACOVELLE GIALLOVERDI

215

Vivessimo in un Paese serio, le indecorose e quotidiane jacovelle (per i non napoletani, inutili tira e molla. ndr) tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sarebbero opportunamente ripagate dai cittadini-elettori. Ma siccome non viviamo in un Paese serio i Due Litiganti sono premiati dai sondaggi nonostante il “dimagrimento” dei Cinquestelle in materia di consensi.

Accade quando la politica perde l’aura della rispettabilità e si affida a persone che nutrono scarso rispetto prima verso se stessi e poi verso chi ha contribuito alle rispettive elezioni in Parlamento.

Jacovelle elettorali che – come in una fiction – spingono il Capo Cinquestelle ad esibire la nuova fidanzata, a bacchettare tardivamente il Socio di Governo e a baciare ampolle sacre; jacovelle che spingono il Leader della Lega a non essere da meno in materia di affari di cuore, a farsi immortalare mentre in un trionfo di volgarità addenta di tutto senza peraltro perdere l’occasione – tra un boccone e l’altro – di mettere in vetrina la sua sconfinata rozzezza verbale.

Il tutto in un quadro in cui “l’acqua è poca e ‘a papera nun galleggia” (per i non napoletani, le attuali difficoltà economiche del Paese. Ndr).

E sull’eco dell’antica e metaforica saggezza popolare, spifferi e maliziosi venticelli soffiano sul futuro del Governo gialloverde agitato dalla mancanza di soldi e in recessione. Detto papale papale, c’è chi immagina nuovi scenari.

Cose grosse dunque bollirebbero in pentola in seguito alle allarmanti previsioni economiche che ingrigiscono il futuro dello Stivale. E i solitamente bene informati riferiscono di Grandi Manovre in corso al Quirinale. Voci insistenti secondo le quali l’operazione-Draghi sarebbe già partita.

Nei Piani Alti si lavorerebbe – in sostanza – al remake di un film già visto, il “Monti Superstar”.

Il tutto mentre Luigi Di MaioMatteo Salvini – tra educati insulti e sportellate – giurano reciproca fedeltà a Giuseppe Conti premier senza accorgersi di essere prossimi a finire sulla graticola settembrina.

E il recente diluvio di foto e servizi, di articoli e peana riferiti al Capo della Bce sembra alimentare le indiscrezioni che lo indicano alla guida del Governo italiano in un futuro non troppo lontano.

In merito non ha tutti i torti il giovane filosofo Diego Fusaro quando nota che il sistema mediatico si è già messo in moto.

Da qualche giorno piccoli e Grandi Media – cartacei e digitali – si stanno infatti adoperando a pieno regime nel veicolare nel migliore dei modi l’immagine del Governatore della Banca Europea il cui mandato è in scadenza. Una operazione mediatica – secondo i maligni – finalizzata a non rendere traumatico l’insediamento di Mario Draghi a Palazzo Chigi.

Col trascorrere dei giorni – scommettono in tanti – Media, Tromboni e Trombette, Megafoni e Grancasse di Palazzo faranno di tutto per rendere il personaggio amabile.

Si tratta di un vecchio e già collaudato schema per fare in modo che il popolo accetti ciò che l’inner circle dei Piani Alti ha già deciso senza mediazioni democratiche.

La voce è insistente. E sembra non voler ammettere repliche: sarà Lui, Mario Draghi,- l’euroinomane più impenitente – a comandare in Italia per conto della global class cosmopolita. Il suo programma è chiarissimo – insistono i maligni – e sta tutto nelle parole da Lui pronunciate il 7 agosto 2014: “gli italiani dovrebbero cedere tutta la loro sovranità politica dopo aver già ceduto quella monetaria ed economica”. Champagne!

Da dove prenderà i voti in Parlamento, sarà comunque tutto da vedere…




Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *