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Sing Sing. Il corpo di Pompei: al Mann il progetto fotografico di Luigi Spina

Fino al 30 giugno la mostra dedicata agli oggetti ritrovati nei mitici depositi del Museo Archeologico Nazionale, che raccontano la dimensione quotidiana degli antichi abitanti della Campania in epoca romana

foto: https://mann-napoli

Dai reperti alla vita, duemila anni fa come oggi. Fino al prossimo 30 giugno, negli spazi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sarà possibile ammirare la mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei“, un progetto fotografico che Luigi Spina ha dedicato agli ormai mitici depositi nei sottotetti del Mann. Qui, infatti, il miglior fotografo senior del 2020 secondo Artribune, ha scovato oggetti unici, che raccontano la dimensione quotidiana degli antichi abitanti della Campania in epoca romana: sculture in bronzo, candelabri, lucerne, vasellame, oggetti di uso personale, arredi di antiche domus si integrano, così, in un suggestivo percorso di “anastilosi”. Con questo termine, in archeologia, si intende la ricostruzione di una struttura antica tramite la ricomposizione dei pezzi originali.
“Serbatoio immenso per mostre internazionali, l’unico carcere dal quale è facile evadere e andare in giro per il mondo, i celebri depositi del sottotetto detti Sing Sing diventeranno presto una ‘sezione’ del Museo, senza perdere il fascino di luogo magico amato dagli studiosi. Manca poco: già da tempo è iniziato lo storico riordino e molti materiali attualmente a Sing Sing troveranno spazio nelle rinnovate sezioni vesuviane a partire dalla Campania romana, la prossima estate, seguita dalla tecnologica romana e dalla numismatica. Sing sing sarà di tutti ed avrà un nuovo volto grazie ad una graficizzazione che ne guiderà il percorso di visita; l’esposizione degli oggetti sarà adeguata ai criteri antisismici studiati con il DIST dell’Università Federico II. Lo straordinario progetto fotografico di Luigi Spina, che ha generato una mostra in dialogo con i capolavori di Villa dei Papiri e uno splendido volume, è parte integrante di questo percorso epocale. È un pezzo di storia del Museo che resterà”, commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini.
Luigi Spina, che da anni lavora allo studio e alla narrazione dei capolavori dell’Archeologico, presenta così al pubblico i risultati del viaggio di ricerca compiuto stavolta in un luogo non fruibile al pubblico, nelle “celle” di Sing Sing; in cinquanta scatti in bianco e nero, visibili oggi nelle sale della collezione Villa dei Papiri del Mann e in un raffinato volume pubblicato da 5 Continents Editions, Spina segue un itinerario fotografico che è cronaca, studio e testimonianza storica al tempo stesso: “Guardando il pane carbonizzato, intatto, ho immaginato il panettiere che lo fece quella notte: non ebbe più un giorno. Penso a quel pane che conserva intatto il desiderio della vita. Mi aggrappo al corpo di Pompei come se fosse il mio”, racconta il fotografo. Il percorso, anticipato online sui canali social del Museo durante il lockdown del 2020, è stato presentato ad inizio dello scorso ottobre in occasione della manifestazione MIA Fair 2021 di Milano. Il progetto fotografico è parte integrante dello studio e della successiva valorizzazione dei depositi a cura della direzione e dello staff scientifico del Mann. L’esposizione, infatti, prelude ad una nuova politica di accessibilità pubblica dei depositi museali.


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