Breaking News

SORBILLO OSPITA IN PIZZERIA IMMIGRATI, L’IVORIANO OUATTARA: FARÒ PIZZE IN AFRICA

Ouattara, insieme ai suoi colleghi pizzaioli e a un gruppo di una ventina di immigrati dello Sprar, è stato ospitato nella pizzeria di Gino Sorbillo ai Tribunali

L’arte della pizza napoletana, Ouattara, ivoriano di 30 anni sta per realizzare il suo sogno: “Avevo lavorato come cuoco, ma non avevo mai fatto la pizza. Ora ho imparato, quella che mi viene meglio è la margherita e il mio sogno è di tornare un giorno in Costa d’Avorio per aprire lì una mia pizzeria”. A raccontarlo è Ouattara, 30 anni, ivoriano che vive a Caserta e si forma presso lo Sprar della città campana. Lui, come altri due immigrati, ha seguito un corso di pizzaioli nella pizzeria Nello, nel centro di Caserta. Ouattara, insieme ai suoi colleghi pizzaioli e a un gruppo di una ventina di immigrati dello Sprar, è stato ospitato nella pizzeria di Gino Sorbillo ai Tribunali, uno dei locali simbolo della pizza a Napoli. “Sono stato contattato – racconta Sorbillo – dal responsabile dello Sprar per dare un segnale di accoglienza, apertura e condivisione qui nel centro storico di Napoli che sta attraversando un momento molto difficile. Spero sia solo il primo di una serie di incontri e scambi di amicizia e accoglienza anche per dare un segnale su territorio che sta diventando difficile”. Per fare la pizza bisogna imparare a non correre”. Gino Sorbillo è uno dei pizzaioli più famosi in Italia e nel mondo. La notte del 15 gennaio scorso una bomba carta ha danneggiato la saracinesca della storica pizzeria in via dei Tribunali a Napoli: un attentato criminale, un segnale chiaro di fronte al quale però “noi non arretriamo, forti della vicinanza che i nostri concittadini e i turisti ci hanno dimostrato”. Qual è il segreto di una pizza napoletana verace? “Serve – ci spiega Sorbillo – una farina per fare la pizza e non il pane, sembra banale ma la materia prima è tutto. Noi impieghiamo una farina 0 biologica e a volte aggiungiamo un po’ di tipo 1 ma l’importante è che sia sempre la ‘stessa’ farina. Sta alla sapienza del mulino selezionare, a seconda delle annate, i grani dai quali ottenere farine che abbiano sempre le stesse caratteristiche durante l’impasto, la lievitazione e la cottura”. Uno dei consigli dunque è quello di impiegare una farina conosciuta. “Noi utilizziamo quelle dell’Antico molino Caputo, produzione campana, che ci assicura un prodotto affidabile e costante, cioè sempre riconoscibile come la nostra pizza, libera, irregolare, grande, a libretto come quella tipica dei Tribunali, il quartiere che ci ha visti nascere e dove vogliamo continuare a rimanere con la nostra pizza”.

Loading Facebook Comments ...

leave a reply