STRAGE EL PASO: INTESA MESSICO-USA PER SCAMBIO INFORMAZIONI INCHIESTA

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Messico e Stati Uniti hanno concordato lo scambio di informazioni circa le indagini sull’attacco armato del 3 agosto in un centro commerciale a El Paso (Usa) in cui sono morte 22 persone, 8 delle quali messicane. Lo hanno riferito ieri fonti del governo messicano. Con una dichiarazione congiunta, il Ministero degli Affari Esteri (SRE) e l’Ufficio del Procuratore Generale (FGR) messicani hanno riferito che si è svolto un incontro di alto livello presso la sede della FGR tra autorità di entrambi i Paesi. L’incontro doveva dare seguito alle indagini sull’attacco terroristico contro i messicani a El Paso. Il governo messicano ha espresso alle autorità statunitensi “la preoccupazione e sgomento per l’atto commesso” e un possibile collegamento tra l’esecutore del crimine e le organizzazioni suprematiste razziali. Ha anche ribadito l’importanza di “condurre un’indagine approfondita” dei fatti e delle loro cause.

Entrambi i governi hanno concordato di scambiare informazioni sulle rispettive indagini, in stretta conformità con i quadri normativi di ciascun Paese. Hanno concordato sulla necessità’ di collaborare insieme, senza però intervenire nelle rispettive giurisdizioni, e infine hanno parlato dell’importanza di lavorare con le comunità per prevenire i crimini di odio. È stato concordato che un rappresentante del governo messicano si recherà oggi a El Paso per incontrare i pubblici ministeri statali e federali che indagano sull’attacco. In precedenza, l’ambasciata americana in Messico ha sottolineato in un messaggio sui social network che, “come parte della nostra cooperazione di lunga data con le forze dell’ordine del Messico, c’è’ stato l’incontro di lavoro ad alto livello tra l’FBI e le sue controparti del procuratore generale. “Alla luce dei recenti eventi a El Paso, all’ordine del giorno di questo incontro, che era già in programma, sono stati aggiunti i temi relativi ai crimini di odio e ai diritti civili”, ha affermato l’ambasciata americana in Messico, che ha definito l’incontro frutto di una “continua iniziativa di scambio di informazioni” tra le nazioni.

L’incontro è stato presieduto dal procuratore generale della Repubblica (FGR), e c’erano anche rappresentanti dell’Fbi. Il Messico valuta, attraverso la FGR, di sporgere denuncia per terrorismo e richiedere l’estradizione di Patrick Crusius, il giovane americano autore della strage. La sparatoria è stata motivata, secondo le autorità, da un’ideologia suprematista bianca, vista la scelta di colpire in un Walmart della città di confine con il Messico con l’obiettivo di uccidere il maggior numero possibile di messicani.




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