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TAGLIO PARLAMENTARI, 8 SENATORI RITIRANO LE FIRME: SLITTA DEPOSITO CASSAZIONE

Le firme raccolte erano 66, quelle necessarie per chiedere il referendum sono 64

È stato rinviato il deposito in Cassazione delle 64 firme necessarie per chiedere il referendum confermativo sulla legge sul taglio dei parlamentari. Lo ha annunciato il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini, spiegando che «quattro parlamentari hanno chiesto di ritirare la firma, mentre altri hanno chiesto di aggiungerla. Ci sembrava dunque corretto chiedere un nuovo appuntamento alla Cassazione». Sarebbero otto i senatori di Forza Italia, dell’area vicina a Mara Carfagna, guidati da Massimo Mallegni, che hanno ritirato la firma dalla richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari.

I promotori della raccolta, a quanto si apprende, stavano chiudendo il verbale, quando Mallegni ha bloccato l’operazione, dando vita ad una discussione. Il verbale è stato quindi bloccato, così come la consegna. Sempre a quanto si apprende, anche tra i senatori del Pd che hanno firmato è in corso una riflessione, dopo l’intesa con M5s sulla legge elettorale. Le firme devono essere raccolte e verbalizzate entro domenica 12 e possono essere consegnate in Cassazione anche il 13. Il referendum serve a chiamare i cittadini a votare sulla riforma voluta dai 5stelle, che taglia di un terzo il numero di deputati e senatori. Dovrebbe essere scontata la vittoria del sì, ma sino a quando non si terrà il referendum non entrerà in vigore la riforma e se si tornasse al voto in tempi brevi la stessa non si applicherebbe. Il dimezzamento di deputati e senatori era stato approvato in via definitiva con una maggioranza «bulgara» l’8 ottobre scorso alla camera: avevano votato a favore M5S (per cui la lotta alla «casta» è un cavallo di battaglia), Pd, Italia Viva, Lei, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Il nuovo assetto prevedeva il calo da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori.

Trattandosi di una modifica della Costituzione, la riforma poteva essere sottoposta a un ulteriore esame da parte dell’elettorato. Tra le strade percorribili anche la richiesta di un referendum da parte di un quinto degli appartenenti a una delle due Camere. La richiesta è stata sottoscritta anche da senatori che avevano votato entusiasticamente per il taglio, di tutti gli schieramenti. Tra gli ultimi ad aggiungersi i parlamentari di Forza Italia Maurizio Gasparri e Lucio Malan. Anche Matteo Salvini ha dato la sua benedizione: «ho votato quella riforma, se i cittadini la confermano o la smentiscono per me è la cosa migliore».

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