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Tango al Teatro Nuovo di Napoli

“Emigrante Bandoneon” è lo spettacolo di tango diretto da Adriano Mauriello

“Emigrante Bandoneon”, tango al Teatro Nuovo di Napoli. La location ospiterà le emozioni della cultura argentina per tre serate interamente dedicate al tango, con repliche fino a sabato 1 dicembre. Lo spettacolo è ideato e diretto da Adriano Mauriello, che firma anche le coreografie. Presentato da A.N.I.T.A. Tango, “Emigrante Bandoneon” è un intenso e corale allestimento, cui darà vita il corpo di ballo composto da Annarita Napolitano e Stefano Smorra, Antonella Devastato e Francesco Menichini, Clelia Maisto e Giuseppe Climaco, Gabriella Todisco e Roberto Monaco, Ksusha Bondar e Vincenzo Di Battiti, Marina Ignatenkova e Pasquale Barbaro, Renata Ilaria Bernardo e Francesco Smorra, Virginia Nota e Mimmo Fusco, Mara Cicerano, con la partecipazione di ospiti speciali, quali Gerardo Quiroz, Clelia Liguori e Marco Di Palo. “Emigrante Bandoneon” accompagna lo spettatore nel viaggio da Buenos Aires a Napoli, simbolo del nuovo mondo e città diversa dalle altre:
viva, specchio dei sacrifici della gente, che cerca, ogni giorno, di ribellarsi a un sistema politico e sociale che sovrasta la libertà di ogni cittadino.

Nonostante tutte le difficoltà, la storia insegna che la tradizione e l’essenza della vita umana risiedono in tutto quello che non cambia e che, paradossalmente ci permette di andare oltre il tempo e lo spazio contemporaneo. Adriano Mauriello, dopo aver lavorato con i più grandi interpreti internazionali di tango, e dopo il debutto in Argentina nel 2014, ha consolidato il progetto tutto italiano, che unisce lo spettacolo teatrale e la grande passione per questo ballo, in un certo senso misterioso, guadagnandosi il patrocinio istituzionale del Governo di Buenos Aires. Il bandoneón (chiamato anche bandonion) è un tipo di fisarmonica inventato dal musicista tedesco Heinrich Band (1821-1860). Può essere diatonica o cromatica. Il bandoneón è lo strumento fondamentale delle orchestre di tango argentine. Nacque originariamente come strumento per la musica sacra, per accompagnare i canti durante le processioni, (o per sostituire l’organo nelle piccole ed inaccessibili chiese di montagna); in contrasto con il suo parente più prossimo, la Concertina (Konzertina), strumento considerato più popolare. Gli emigranti tedeschi portarono questo strumento con loro, all’inizio del XX secolo, in Argentina, e qui rapidamente incontrò grande successo, e fu presto inserito nel contesto della musica locale.

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