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TENSIONE ITALIA-FRANCIA, MACRON RICHIAMA L’AMBASCIATORE: NON ACCADEVA DAL 1940

L’Eliseo: “Via da Roma l’ambasciatore, Francia oggetto di accuse e attacchi senza precedenti”

Tensione Italia-Francia, Macron richiama l’ambasciatore. “Il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore di Francia in Italia”, Christian Masset, “per consultazioni, alla luce della situazione senza precedenti”. È quanto si legge in una nota della portavoce del ministero degli Esteri di Parigi. “La Francia è oggetto da diversi mesi di accuse ripetute, attacchi senza fondamento, dichiarazioni oltraggiose” continua il comunicato con cui si annuncia il richiamo. “Le ultime ingerenze costituiscono una provocazione supplementare e inaccettabile” e “violano il rispetto dovuto alla scelta democratica fatta da un popolo amico ed alleato”. Esse “violano il rispetto che deve esistere tra governi democraticamente e liberamente eletti”. Inoltre, “la campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per ogni popolo o la sua democrazia. Tutti questi atti creano una situazione seria che mette in discussione le intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia” si legge in un passaggio. “Alla luce di questa situazione senza precedenti, il governo francese ha deciso di richiamare l’ambasciatore francese in Italia per le consultazioni – si legge -. La Francia invita l’Italia ad agire per ripristinare il rapporto di amicizia e rispetto reciproco, in linea con la nostra storia e del nostro destino comune”.

Non era mai successo dai tempi della Seconda guerra mondiale che Parigi richiamasse il proprio ambasciatore in Italia. L’ultima volta accadde nel 1940 quando il Regno d’Italia entrò in guerra contro la Francia, consegnando la dichiarazione all’allora ambasciatore André François-Poncet. “Più che richiamare l’ambasciatore francese in Italia, suggerisco a Macron di richiamare in Francia i dirigenti francesi che dettano ancora legge nelle banche centrali africane”. Così Alessandro Di Battista del M5S su Fb. “Abbiamo sollevato una serie di questioni: il controllo da parte dei governi francesi delle risorse africane; il tema del Franco Cfa, moneta stampata a Lione e spedita a 14 paesi africani che toglie sovranità monetaria all’Africa; superamento di regole stupide per una nuova politica europea sull’immigrazione; consegna dei terroristi italiani ancora in Francia. “Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle, con esponenti dei Gilet Gialli e con alcuni candidati della lista RIC è pienamente legittimo. E rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese”. Lo dice su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, aggiungendo: “Così come En Marche, il partito di governo francese, è alleato in Europa con il Pd, partito d’opposizione in Italia, così il M5s incontra una forza politica di opposizione al Governo francese (Ric)”. “Tutte le rivendicazioni dei gilet gialli sono nel contratto di Governo. Macron è nervoso, gli sta sfuggendo il Paese”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo a Unomattina a una domanda sui “Gilet gialli” sottolineando che le rivendicazioni di questi gruppi sono “comuni” con il M5s. “Ci siamo conosciuti con alcuni esponenti – ha detto – rivendico il diritto di poter dialogare con tutte le forze politiche europee vogliamo creare un gruppo in Europa né di destra né di sinistra”.

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