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TRA DI MAIO E SALVINI RAMOSCELLO D’ULIVO FUORI STAGIONE. E CONTE NON C’È…

La Quiete dopo la tempesta. Ieri i Due Litiganti – Luigi di Maio e Matteo Salvini – si sono scambiati un ramoscello d’ulivo fuori stagione. Forse perché dovevano abbozzare la sceneggiatura della nuova Commedia imperniata sul Tav, un copione sulla falsariga delle trame che si svolgono sui ring del Wrestling! I Due – vedrete – secondo la sceneggiatura in via di definizione fingeranno di suonarsele di santa ragione per poi – alla fine della Fiera – riconciliarsi in nome dell’Interesse Supremo del Paese.

Il Premier Giuseppe Conte non ha partecipato alla Festa dei ritrovati Amorosi Sensi tra il Capo Cinquestelle e il Pari Grado del Carroccio. Conte ha tenuto a debita distanza i Due, ha capito che gli eccessi di confidenza talvolta generano mostri. E con i Mostri il Premier non vuole avere a che fare.

Inutile dire che questa volta al Giggino da Pomigliano la parte nella Commedia Tav potrebbe costare molto cara. E non sarà la inutile quanto annunciata perdente battaglia parlamentare sul Treno Lione-Torino a mutare il corso della sua parabola politica discendente. Da educato giovanotto fresco di collegio, Di Maio incasserà anche la nuova legnata. Senza battere ciglio!

Tap, Autonomie, Tav, Sicurezza bis… E’ indubbiamente bravo Di Maio nel portare alla luce il vuoto politico e la debolezza dei Cinquestelle, tanto bravo da rendere vani perfino gli eventuali ritorni sulla scena di Beppe Grillo e di Alessandro Di Battista. Il M5s ha irrimediabilmente perso la partita! E – siatene certi – non vi sarà un incontro di ritorno…

Elettori in fuga e M5s sull’orlo di una crisi di nervi, dunque. Non a caso ieri 17 deputati grillini non hanno votato la Sicurezza bis e il presidente della Camera Roberto Fico è uscito dall’Aula.

Domanda: Cosa faranno ora i Sacerdoti delle Espulsioni, Casaleggio jr e Di Maio? E cosa chiederà ai Due di fare il Garante Beppe Grillo? Espelleranno i Disobbedienti o fingeranno di non aver visto?

Non c’è che dire, la bacheca degli insuccessi del Giovanotto di Pomigliano si arricchisce di giorno in giorno. E i segnali di rivolta interna sono sempre più frequenti.

Intanto ha poco da stare sereno anche Matteo Salvini, nuove rivelazioni si profilano sull’Affaire Rubligate.

I telefonini parlano anche quando sono spenti. E quello di Gianluca Savoini (il noto faccendiere dell’Hotel Metropol di Mosca) finito nelle mani dei magistrati della Procura di Milano è un chiacchierone e regala qualche preoccupazione al Guardiano della Sicurezza Nazionale.

Il Ministro dell’Interno non potrà più dire “Savoini chi?”, dalla memoria telefonica stanno spuntando contatti frequentissimi tra Lui e il Faccendiere.

Detto ciò, si impone una riflessione sugli ultimi tre giorni che hanno incendiato la Politica.

Una riflessione che ha il sapore della nota di costume.

Inutile girarci troppo attorno, costituiscono tre schiaffi al Parlamento le tre dirette Fb di Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Matteo Salvini messe in rete mercoledì dopo l’Informativa di Conte al Senato quasi in contemporanea e all’ora dei Tg della sera.

Ed è inutile dire che la facebookizzazione della comunicazione politica – deteriore costume sempre più diffuso tra i politici del Terzo Millennio – aggiunge un ulteriore danno a quelli già arrecati alle Istituzioni da quanti interpretano la politica e i rispettivi ruoli in modo borderline.

Seppellite le conferenze stampa con annesse domande, cancellate le interviste con diritto di replica, aboliti i comunicati stampa, la comunicazione politica facebookizzata è tutta un comizio. Roba per tifosi, insomma.

Il recordman in materia è Matteo Salvini con pluriquotidiane proposizioni in primo piano del suo faccione non sempre gradevole, un faccione accompagnato da toni da bullo e da gesticolazione autoritaria, tipica di chi è dittatore dentro.

Roba da vomito per gli estranei alla Parrocchia Leghista…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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