TRATTATIVE GOVERNO, DI MAIO LA FA FUORI DAL VASO ED EVOCA IL VOTO ANTICIPATO

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Colpo di scena! Le consultazioni del Premier incaricato Giuseppe Conte si chiudono con un intervento stonato e fuori luogo del Capo politico Cinquestelle Luigi Di Maio.

Parole dure da far indispettire anche un santo. Parole che spingono la trattativa sull’orlo del precipizio.

Due cose importanti Di Maio doveva dire: 1) Non sono interessato alla poltrona di Vicepremier; 2) il Decreto Sicurezza andrà cambiato.

Sul primo tema ha taciuto; sul secondo è stato vago e si è aggrappato alle osservazioni in merito espresse dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

E’ mancato il coraggio della chiarezza e la forza della onestà intellettuale a Giggino da Pomigliano.

Ma la gravità dell’intervento di Di Maio è nel tono. A momenti sembrava come uno di quei pupazzi che parlano dietro i suggerimenti di un ventriloquo. Che Matteo Salvini abbia deciso di  prodursi nel settore dello spettacolo, di inventarsi ventriloquo? Che abbia smesso di indossare abusivamente le divise militari e che abbia deciso di indossare gli abiti con i lustrini della gente di spettacolo? Mah!

Toni sbagliati, ultimativi, da Bullo Salviniano – quelli del Capo Cinquestelle – in netto contrasto con quelli pacati e misurati di Nicola Zingaretti. La fa fuori dal vaso, Di Maio. E la dura reazione del Dem Andrea Orlando (“Se Di Maio ci ha ripensato lo dica”) riporta la trattativa in alto mare, sull’orlo del fallimento. A questo punto bene farebbe il Pd a mostrare i muscoli e ad assestare due scappellotti all’incauto Ragazzo.

Improvviso incidente di percorso, dunque. Accade quando una delle forze politiche impegnate nella trattativa per la formazione del nuovo Governo – il M5s – è spaccata, è allo sbando e senza bussola e quando – peraltro – il relativo Capo Politico – Di Maio – appare del tutto privo di lucidità.

E’ segno di debolezza il non avere il coraggio e l’educazione di citare per nome (Salvini e il Pd) i soggetti a cui si riferisce quando parla.

A Palazzo Chigi chiude il discorso – Di Maio – evocando il voto anticipato. Indica – di fatto – la via del suicidio dopo quella già tracciata e percorsa dall’ex Socio di Governo, Salvini. I Destini dei Due sembrano incrociarsi con la differenza che col voto anticipato Salvini risorgerà mentre Di Maio non avrà il Destino di Lazzaro. Non resusciterà

Domanda: Beppe Grillo cosa dirà? Risolverà la faccenda con una compressa di Maalox?

 

 




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