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TRUMP: COVID PEGGIO DI PEARL HARBOR. MA ORA IL GIAPPONE È LA CINA

Per gli Usa, il Covid-19 “è stato peggio di Pearl Harbor”.

La dichiarazione del presidente americano Donald Trump è rimbalzata poche ore fa dagli schermi televisivi dei network statunitensi, destinata a impattare in maniera del tutto particolare tanto sull’opinione pubblica interna che sulla diplomazia internazionale essendo proprio questi i giorni in cui normalmente molti Paesi del mondo si sarebbero apprestati a celebrare con una serie di eventi pubblici la fine della seconda guerra mondiale che nell’attuale emergenza sanitaria verrà per forza di cose rievocata in tono minore con un massiccio ricorso alla programmazione televisiva, come nel caso della Russia, in cui il “Giorno della Vittoria” cade sul calendario il 9 maggio e dove – casa inedita – Putin ha deciso di rinviare la tradizionale parata militare sulla Piazza Rossa.

Da un punto di vista strettamente numerico, le parole dell’inquilino della Casa Bianca sono fin troppo evidenti, dato che l’attacco a sorpresa giapponese del 7 dicembre del 1941 causò alla Marina e all’esercito a stelle e strisce poco più di 2.400 morti, ovvero una cifra che negli ultimi giorni è stata spesso anche ampiamente superata nei bollettini quotidiani sull’incidenza del coronavirus nei cinquanta Stati. Eppure, è evidente che il paragone proposto nelle ultime ore da Trump rappresenti soprattutto il veicolo di un ennesimo affondo nei confronti della CINA, accusata a più riprese di avere pesantissime responsabilità nel divampare della pandemia che, nel migliore dei casi, non avrebbe colpevolmente arginato e, nel peggiore, avrebbe addirittura prodotto in uno dei suoi laboratori.

A rilanciare la teoria che rintraccia la nascita del Covid in una provetta è stato nuovamente il capo della diplomazia americana, Mike Pompeo, per il quale esistono “prove significative” in tal senso. Prove che però Pompeo non ha ancora fornito e che Pechino si limita a definire impossibili da produrre, bollando le accuse della Casa Bianca come totalmente infondate. Va sottolineato il fatto che, secondo gli ultimi dati disponibili, in CINA sono stati registrati appena due nuovi casi di coronavirus che portano il totale a 82.885. Il bilancio dei decessi resta pari a 4.633 anche se questo dato è fortemente messo in dubbio da diversi osservatori internazionali.

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