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Ucraina, bombe su Kiev e Kharkiv. Kherson in mano ai russi. Oggi il secondo round dei negoziati

Oltre duemila i civili uccisi. Il presidente Zelensky avvisa Mosca: "Non accetteremo ultimatum". L'Onu condanna l'invasione

Guerra in Ucraina (foto depositphotos)

Ottavo giorno di guerra in Ucraina dove, la scorsa notte, è caduta in mano russa la prima grande città, Kherson, sulla costa meridionale del Paese. Da qui le armate di Mosca potrebbero oggi spingersi a ovest verso Odessa. La presa di Kherson è stata confermata anche dal sindaco della città ucraina. Nel frattempo a Kiev e Kharkiv continuano a piovere razzi e bombe. E si combatte ferocemente anche a Mariupol dove la resistenza si fa, di ora in ora, sempre più accanita. La città è considerata strategica dai russi dal momento che una sua conquista consentirebbe il collegamento tra le loro truppe che avanzano da sud e quelle da est. Nonostante i pesanti bombardamenti, la città, come ci hanno tenuto a far sapere le forze armate ucraine, è ancora sotto il controllo di Kiev. Si calcola che dal primo giorno di guerra ad oggi siano più di duemila i civili uccisi e che siano centinaia di migliaia gli sfollati. L’Onu (che ieri ha condannato l’invasione russa) parla di almeno un milione di profughi di cui quasi la metà ha trovato rifugio in Polonia. “I prossimi giorni saranno ancora più duri” ha commentato il presidente francese Macron. Sul fronte dei viveri: le scorte di acqua e cibo si fanno sempre più scarse. Insomma, l’Ucraina è un Paese in ginocchio, ma non si arrende. Oggi intanto tocca al secondo round dei negoziati tra Russia e Ucraina: si tratta per il cessate il fuoco. Ma Zelensky avverte Mosca: “Non accetteremo ultimatum”. Infine, è arrivata la notizia che le agenzie di rating Moody’s e Fitch hanno declassato la Russia: siamo quasi al livello spazzatura.


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