USA, SUICIDA IN CARCERE JEFFREY EPSTEIN, ACCUSATO DI ABUSI SU MINORI

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Jeffrey Epstein si è suicidato in carcere

Il finanziere Usa miliardario amico di molti big, fra cui Donald Trump e Bill Clinton, travolto da uno scandalo di abusi sessuali su minorenni, è stato trovato morto sabato nella sua cella del New York Metropolitan Correctionnal Center (MCC) in cui era in detenzione in attesa di processo e l’Fbi ha aperto un’indagine. Anche il dipartimento della Giustizia indagherà: il ministro William Barr si è detto “sconvolto” e ha annunciato di avere ordinato un’inchiesta. Già a fine luglio, dopo la decisione di un giudice federale di mantenerlo in detenzione, il 66enne era stato trovato disteso nella sua cella con segni sul collo dopo un apparente tentativo di suicidio.

Il New York Times – fra i primi a riferire della morte di Epstein prima che la notizia venisse ufficialmente diffusa dalla prigione – sottolinea che non è chiaro se dopo quell’episodio le autorità avessero introdotto dispositivi aggiuntivi per tenere il detenuto sotto osservazione. L’arresto di Epstein risale all’inizio di luglio e poco dopo erano state formalizzate a suo carico le accuse di avere organizzato per diversi anni una rete di decine di giovani, alcune liceali, con le quali aveva rapporti sessuali in diverse sue proprietà, in particolare a Manhattan e in Florida. Sul magnate pesavano da tempo accuse secondo cui avrebbe pagato ragazzine per massaggi a sfondo sessuale nelle sue residenze; ma circa 10 anni fa il miliardario era riuscito a evitare il processo federale per quelle accuse con un patteggiamento negoziato da R. Alexander Acosta, allora procuratore federale a Miami e poi diventato segretario Usa del Lavoro sotto Trump. In base all’accordo, Epstein si era dichiarato colpevole dell’accusa di induzione alla prostituzione avanzata da una minorenne ed era stato condannato a 18 mesi di carcere.

Un’indagine del Miami Herald aveva accertato che a Epstein erano stati accordati dei privilegi che gli consentivano di uscire dal carcere per 12 ore al giorno, sei giorni a settimana, e che era stato rilasciato dopo 13 mesi. Il nuovo caso Epstein ha acceso i riflettori anche su Acosta, che si è così dimesso il 12 luglio. Venerdì erano stati rese pubbliche 1.200 pagine di documenti giudiziari dai quali emerge per esempio che Trump, Bill Clinton e anche il principe Andrea, figlio della regina Elisabetta II, avevano viaggiato su jet privati di Epstein. I documenti sono relativi al caso Giuffre – Maxwell, in cui una delle presunte vittime, Virginia Giuffre, sostiene fra l’altro di avere fatto sesso con il duca di York quando aveva 17 anni. Accuse che Buckingham Palace ha smentito definendole “false e prive di fondamento”. Epstein rischiava fino a 45 anni di carcere. Il 18 luglio era stata respinta la sua richiesta di scarcerazione su cauzione e il suo processo si sarebbe dovuto aprire al più presto a giugno del 2020.




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