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Vaccini anti-Covid, mamma che caos!!

I rimpalli e le smentite tra Aifa, Governo e Comitato scientifico stanno mandando tutti al manicomio 

“È stata tua la colpa e allora adesso che vuoi” cantava Edoardo Bennato qualche anno fa. Mai parole furono più profetiche di quelle per etichettare il caos scatenato, oggi, in Italia (ma non solo nel nostro Paese), dall’incredibile valzer comunicativo legato alla “sicurezza” dei vaccini anti-Covid. Sotto accusa, si fa per dire, sono finiti i “sieri” di Astrazeneca e Johnson & Johnson, ritrovatisi, loro malgrado, oggetto di una controversia al limite dell’esaurimento nervoso. “State tranquilli: sono ok. No, rettifichiamo: sono sì sicuri ma forse sarebbe meglio darli solo agli under 65, ad esempio giovani ed insegnanti. No, per quella fascia d’età non vanno bene. Forse per costoro è preferibile Pfizer (per la cronaca: è il vaccino che hanno inoculato al sottoscritto). Ma che dite? Potete darli a tutti: giovani e anziani. Fate pure gli astra day. Attenzione, nuovo dietrofront: meglio solo agli over 65”. E via di seguito. Insomma: un casino inenarrabile, con la gente che semplicemente non ci ha capito (e ci sta capendo) più nulla e che ora sta iniziando a diventare scettica, dubbiosa.

Intendiamoci: non sta mancando chi, in questa fase, ha scelto addirittura di evitare finanche di registrarsi sulle varie piattaforme regionali (!). La colpa? Lo si è capito, è tutta delle informazioni che stanno circolando su questi due vaccini a virus vettoriale: fuorvianti, disastrose, contrastanti, enigmatiche. Insomma: sono sicuri si o no? Si possono o non si possono fare? Boh! Vallo a capire!!
Come l’hanno presa gli italiani? Male, malissimo. L’infinita giravolta di “stop and go” su Astrazeneca (ma anche J&J) è diventata semplicemente insostenibile. Le smentite ed i rimpalli tra Aifa, Governo (ministro Speranza e generale Figliuolo) e Comitato tecnico scientifico (Cts), stanno mandando tutti al manicomio, a tal punto che molti hanno puntato il dito contro le autorità sanitarie iniziando a dubitare finanche degli altri due vaccini immessi in “commercio” e fin qui giudicati (a torto o a ragione) i più sicuri: Moderna e Pfizer. La soluzione adottata? È diventata quella del temporeggiamento. Aspettare, cioè, che le acque si calmino, che si faccia realmente chiarezza, che si veda l’effetto che questi “farmaci” stanno avendo (o avranno) sulla popolazione, con buona pace di quanti si affannano a dire, in tv, che solo con il vaccino ne usciremo fuori, che solo con la vaccinazione il virus potrà essere sconfitto.

Resta però il problema “sospeso” di quelli che, nel frattempo, hanno già fatto la prima dose con Astrazeneca: che ne facciamo di costoro? Tranquilli: la soluzione c’è. Potranno fare il richiamo con Pfizer o Moderna. Perché sì, adesso la verità dell’ultim’ora è diventata l’eterologa: un bel mix tra sieri a virus vettoriale e sieri ad Rna che, a quanto pare, nelle rassicuranti ed inconfutabili raccomandazioni degli esperti, dovrebbero rappresentare la vera “arma vincente” contro le temute varianti che tanto stanno preoccupando il Regno Unito. Perché sì: l’eterologa non è affatto una sperimentazione, ci viene detto. Si è sempre fatta. E poi secondo tutti i lavori pubblicati all’estero, con la combinazione dei due vaccini (“che sono sicuri”, viene rimarcato) si migliora la risposta immunitaria. Ma come mai finora (ricordiamo che in Italia si è cominciato a vaccinare all’inizio di quest’anno) l’eterologa non era mai stata presa in considerazione e solo adesso che è scoppiato il “caso” di Astrazeneca (e Johnson & Johnson), solo adesso che si è scelto di mettere parzialmente in “stand-by” i due vaccini a virus vettoriale (in Campania il governatore De Luca ne ha sospeso in toto la somministrazione), questa soluzione è sbucata fuori dal cilindro come la più ovvia, scontata e conosciuta delle terapie d’urto? Stiamo scherzando? Ma queste “rassicuranti raccomandazioni” non le abbiamo sentite pronunciare mille volte in tv quando si “parlava” dei presunti casi di trombosi correlati al vaccino Astrazeneca e si puntava il dito contro gli scettici, accusandoli, con ingiustificata sicumera, di essere retrogradi, nemici della scienza e puerili “no vax”, quando in realtà si trattava solo di gente comprensibilmente preoccupata?

Adesso, come se finora fossimo stati tutti quanti abitanti di Marte, viene raccomandata quest’altra “sicurezza”? Ma di chi è la colpa se alla fine le persone hanno paura ed iniziano a dubitare dei vaccini? Dei soliti ignorantoni di turno che non capiscono niente o di chi, invece, un giorno dice sì, un altro rilancia no e l’altro ancora ribadisce nì? Non trovate che forse sarebbe meglio per tanti, troppi soloni, evitare di parlarsi addosso, risparmiandosi inutili “comparsate” e lavorare (di più) sui dati scientifici di cui si dispone al momento, senza dunque sobbarcarsi inutili quanto pericolose corse in avanti solo per fare bella figura nel classico salottino televisivo di turno? Non sarebbe meglio parlare chiaro e solo in presenza di dati certi, incontrovertibili, sicuri, blindati ed inoppugnabili? Questi dati, al momento, ancora non ci sono? Bene. Allora silenzio e cautela. Ci sono? Possiamo fidarci? Meglio ancora: andiamo avanti a carrarmato, ma senza più rovinosi dietrofront, perché, cari amici, con l’informazione, in ambito sanitario e scientifico, non si scherza. Non si può scherzare. O è corretta al cento per cento, oppure è meglio tacere. Altrimenti il rischio, clamoroso, è quello di vedersi apparecchiare un bel boomerang sul più classico dei piatti d’argento!

 


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