Vela, al via l’America’s Cup: l’Italia sogna con Luna Rossa

Dopo oltre due anni di attesa, finalmente torna l'America's Cup.

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Nella notte fra giovedì e venerdì inizia in Nuova Zelanda la Prada Cup. La serie di regate di selezione decreterà il vincitore che andrà a sfidare i defender di a Emirates Team New Zealand nel Match Finale della 36esima edizione della massima competizione velistica mondiale. Si tratta di quattro round robin a cui parteciperanno i tre challengers. Il challenge con il punteggio più alto andrà direttamente alla finale della Prada Cup; mentre gli altri due effettueranno regate di ripescaggio, per accedere alla finale. Il presente futuristico e il passato leggendario della Coppa America convergeranno da venerdì ad Auckland, quando inizieranno le regate che porteranno in febbraio alla conquista del famoso trofeo di vela messo in palio per la prima volta nel 1851.

Le speranze dell’Italia sono riposte nel team Luna Rossa, il cui fondatore Patrizio Bertelli, amministratore delegato della griffe Prada, ha plasmato la storia moderna della Coppa sin dal suo primo coinvolgimento 21 anni fa. La barca italiana se la vedrà contro l’ Ineos Team UK per la Gran Bretagna e con American Magic per il New York Yacht Club. Le regate si svolgeranno su barche a vela high-tech di 75 piedi, gli AC75, capaci di emergere dall’acqua su strette appendici (foil) e che possono raggiungere velocità di oltre 80 km/h. Resoconti non ufficiali sostengono che almeno una squadra potrebbe aver superato il limite di 100 km/h durante le fasi di allenamento. Queste barche avveniristiche (Patriot dagli Usa, Britannia dalla Gran Bretagna, Luna Rossa dall’Italia e Te Rehutai dalla Nuova Zelanda) sono gli ultimi discendenti della goletta America del New York Yacht Club che vinse la ‘100 Guineas Cup’, ribattezzata poi America’s Cup, dai defender inglesi di Cowes nell’Isola di Wight nel 1851.

Per qualcuno questi autentici prodigi della tecnologia sono più simili a degli aerei che a delle barche a vela. Rappresentano un enorme evoluzione, anche rispetto ai catamarani su cui si sono disputate le ultime edizioni della Coppa alle Bermuda e a San Francisco. L’America’s Cup resta comunque un evento di match-racing e i principi del confronto diretto si applicano ancora in una certa misura: individuare le macchie scure di vento sull’acqua è sempre fondamentale, anche se ormai le gare sono brevi e le velocità senza precedenti. L’America’s Cup è da sempre governata da regole, a volte intricate, che spesso si rifanno a documenti datati, o a complessi (il primo regolamento risale al 1887). Le barche vengono progettate e costruite secondo delle regole ben precise: le regole di classe.Nel marzo 2018 sono state pubblicate le AC75 Class Rules. Con i suoi 35 articoli il documento regola vari aspetti, dalla misura dello scafo e delle vele, ai materiali consentiti, al peso dell’equipaggio, in modo da garantire una competizione equa, ma allo stesso tempo concedere spazio all’innovazione tecnologica.

In acqua, subentrano poi le regole di regata. Le procedure di partenza sono regolate dalle Racing Rules of Sailing America’s Cup; vale a dire che le consuete regole di regate, emesse da Wolrd Sailing, vengono adattate alle velocità e alle caratteristiche dei nuovi monoscafi volanti. In barca, anche per l’equipaggio, ci sono delle restrizioni. Il peso massimo consentito dei velisti a bordo è di 990 kg e la loro attrezzatura, compresi giubbotti salvagenti e dispositivi di sicurezza, deve rimanere dentro i 5kg.I proprietari che hanno provato a vincere l’America’s Cup, spesso per tutta la vita e inutilmente, sono entrati nella leggenda. Dall’americano John Cox Stephens ai banchieri J.P. Morgan, William e Cornelius Vanderbilt, il magnate del tè britannico Thomas Lipton, che ci provò cinque volte e non vinse mai. Per l’Italia ci hanno provato anche l’Avvocato Gianni Agnelli e l’Aga Khan con la mitica Azzurra, fino ai giorni nostri con la sfida di Mr Prada, Bertelli. Nella leggenda sono entrati anche gli skipper, da Paul Cayard a Cino Ricci, da Dennis Conner, Ted Turner, John Bertrand e Russell Coutts. Questa volta gli skipper più accreditati sono James Spithill e Max Sirena per l’Italia, Dean Barker e Terry Hutchinson dagli Stati Uniti, Ben Ainslee per la Gran Bretagna e Peter Burling per la Nuova Zelanda, gli ultimi due medaglie d’oro olimpica nella vela. Insomma, ad Auckland è tutto pronto: che lo spettacolo abbia inizio.

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