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“VIENEME A TRUVÀ”, IL NUOVO SINGOLO DI GIGI FINIZIO È UN’ESTASI D’AMORE

“Vivo per donare emozioni, senza amore la vita cosa sarebbe? Vorrei abbracciare tutti al San Paolo il 6 giugno, io torno, noi torniamo”.

“Vieneme a truvà”, Gigi Finizio canta l’amore e ritorna con la musica d’autore nel giorno della rinascita. Il suo nuovo brano è una sapiente mistura di armonia e semplicità. Un pezzo che non si sentiva da anni nel panorama della musica “italo-napoletana”, che fotografa tutta l’essenza del ragazzo di Borgo Sant’Antonio Abate, nel cuore di Napoli. “Vieneme a truvà” è alimento dell’anima, linguaggio anestetico dei dolori e speranza per il futuro. Il brano di Gigi è un dialogo con sé stesso tra immaginazione e realtà, a casa sua. L’invito a prendere un caffè, davanti a una finestra, per guardare oltre, lontano. Una voce, la “voce”, e uno spartito. E nel retroplaco del testo e delle note c’è il tris di cuori: Bruno Lanza, Sally Minetti e Finizio.

Gigi è anche riuscito ancora una volta a intercettare le esigenze del “mal di vivere” di questi giorni: canta e suona nello scacchiere del web a cui tutti ci stiamo abituando. A circondarlo, i suoi musicisti, ognuno nel proprio spazio. “Vieneme a truvà” è un piccolo capolavoro, un’Agape in stile contemporaneo. E’ al tempo stesso amore incondizionato, di sangue, e desiderio non annebbiato dalla ragione. E’ sintesi della psicologia dell’amore: il testo ha un suo tratto oblativo. Il messaggio incarna la condizione più equilibrata dello sviluppo psichico e affettivo, contraddistinto dalla possibilità di amare e di offrire liberamente e senza contropartite. E’ in queste parole, cantate da Gigi, che si sintetizza il contenuto psicoanalitico del testo: “Dint’ ‘a stu’ mument, me bast’ ca tu me vuò bben, ca staj ‘cca, e pur si fosse nu suonn ch’ fa, te vec te toc ce staj”.

Chi conosce bene Gigi sa che quando parla riesce sempre ad emozionarsi e ad emozionare: “Vivo per donare emozioni, senza amore la vita cosa sarebbe? Vorrei abbracciare tutti al San Paolo il 6 giugno, io torno, noi torniamo”. Andrà tutto bene. La musica di Gigi è sempre stata un toccasana. Torniamo qualche anno indietro, era il 2006, quando chi scrive si alternava negli incontri fugaci con Gigi, in un retrobottega di via Nazionale, nel quartiere “Vasto” e la tournée estiva del dopo Sanremo che culminò il 19 settembre all’Arena Flegrea di Fuorigrotta, vicino al tempio del calcio. Gigi è ed è stato ambasciatore solidale  e silenzioso per iniziative “Telethon” realizzate dalla Onlus “Animamundi”, che chi scrive ha portato in giro negli Istituti italiani di Cultura  presso il Ministro degli Esteri di mezza Europa. Dagli orfanotrofi di Bucarest, passando per Tirana, Atene, Lisbona, Cracovia. Il messaggio di Gigi, leggendo nello “specchio dei suoi pensieri”, è stato sempre lo stesso: Musica e Speranza. E adesso il viaggio continua. “Vieneme e truvà”.

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