Vittorio Cecchi Gori “deve andare in carcere”: finisce un’era da copertina

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Vittorio Cecchi Gori è piantonato in ospedale al Policlinico Gemelli di Roma. Venerdì pomeriggio, infatti, i carabinieri del nucleo investigativo hanno notificato al 78enne ex produttore cinematografico e presidente della Fiorentina un ordine di carcerazione per cumulo di pene per diversi reati (8 anni, 5 mesi e 26 giorni), disposto dalla procura generale della Corte d’appello di Roma. Quando sarà dimesso dall’ospedale Cecchi Gori sarà condotto nel carcere romano di Rebibbia.

L’arresto è frutto dell’ultima condanna in seguito al crac Safin, confermata nei giorni scorsi dalla Cassazione. E’ l’ultimo capitolo di una vita sempre in copertina. Nella sua carriera di produttore Cecchi Gori scrive pagine indelebili della cinematografia italiana con ‘Il Postino’ e ‘La Vita è Bella’ con i quali ha vinto complessivamente quattro Oscar. Fra alti e bassi, invece, il suo decennio (dal 1993 al 2002) alla guida della Fiorentina. Sotto la sua presidenza la Viola vince due Coppa Italia e una Supercoppa italiana ma nell’estate 2002, nonostante la cessione negli anni di tutti i big, da Gabriel Omar Batistuta a Manuel Rui Costa, fino al portiere Francesco Toldo, il club fallisce.

Amante della bella vita e delle belle donne, Cecchi Gori ha riempito pure le cronache dei rotocalchi rosa, dal matrimonio con l’attrice Rita Rusic, con la quale è stato sposato dal 1983 al 2000 e ha avuto due figli, Mario e Vittoria, alle tante relazioni successive. La più nota quella con Valeria Marini, durata circa tre anni. Contro l’arresto di Vittorio Cecchi Gori si è schierato il partito Radicale, vista la sua età e le condizioni di salute. Nel dicembre 2017 infatti l’imprenditore era stato ricoverato sempre al Policlinico Gemelli in condizioni gravi per un’ischemia celebrale. “Se la pena deve tendere alla rieducazione e la Costituzione è ancora valida, non ha senso oggi per Vittorio Cecchi Gori scontare una pena a 8 anni nel carcere di Rebibbia, così come per qualunque altro detenuto”.




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