Zaia e il delirio del Nord: “Ascierto e il suo il Tocilizumab? L’Aifa? Ci vuole tempo, noi abbiamo l’Avigan e lo useremo”

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Anche il leghista e assessore al Bilancio lombardo Caprini fa sponda a Zaia: “Solo entro 3-4 settimane sapremo se il Tocilizumab è efficace. A noi servono risposte rapide”

È sconcertante quello che sta accedendo in Italia nei giorni più drammatici con le dichiarazioni della premiata ditta “Zaia&Caparini“. Il delirio settentrionale è un pozzo putrido senza fine. La prima trovata dei “polenta yes men” è questa: le comunicazioni che riguardano l’andamento della “cura” Ascierto ora hanno trovato un nuovo, quanto improbabile, portavoce: Davide Caparini.

Caprini sì, l’assessore al Bilancio di Regione Lombardia e noto imprenditore leghista (organizza eventi come Miss Padania e il Capodanno Celtico) che nel consueto appuntamento in streaming da Palazzo Lombardia per fare il punto sull’emergenza Coronavirus ha dichiarato: “Abbiamo l’Avigan e lo utilizzeremo, solo entro 3-4 settimane sapremo se il Tocilizumab è efficace. Vogliamo dare risposte rapide e affidabili puntando su terapie d’impatto, capaci di cambiare il decorso della malattia e aumentare l’indice di guarigione”.

Delirium tremens made in Nord. Dichiarazione di guerra: il Nord Unito contro il Professore Paolo Antonio Ascierto.  La cura contro il Coronavirus arriverebbe dal Sol Levante e non dal Paese del Sole? Il Veneto non vede l’ora. Il governatore leghista Luca Zaia non sta nei panni da quando è diventato follower  facebookino del 41enne farmacista “de Roma” Cristiano Aresa, che da 2 seguaci al giorno è passato a migliaia di visualizzazioni. Sconcertante quello sta accadendo. Ma arriva subito il gelo siberiano a smorzare gli entusiasmi antimeridionalisti di “Zaia&Caparini”.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, replica con chiarezza alle convulsioni e piagnistei dei due amanti del like facile: “Servono prove inconfutabili. Un conto è parlare di opzioni da testare e validare, un altro è definire alcune opzioni come la soluzione di un problema così importante, prima di dire che abbiamo trovato soluzioni in termini di terapia antivirale”. Alle dichiarazioni ostinate dei lombardo-veneti, con la passione del fai-da-te, è arrivata l’autorevole commento dell’Aifa che, con una nota ufficiale, ha spiegato: “Non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco Favipiravir (nome commerciale Avigan) nel trattamento della malattia da Covid-19. Favipiravir è un antivirale autorizzato in Giappone dal marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli USA. Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da Covid-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con Covid-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale Favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia Covid-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aersol”.

Ma l’assessore al bilancio Caparini, che di Sanità sembra capirne veramente poco, visto che è abile a trovare la quadra dei bilanci delle sue imprese, ne tira fuori un’altra: “Il farmaco è utilizzato in Giappone per l’influenza per cui l’Oms ha dato l’autorizzazione alla sperimentazione”. L’Oms ha autorizzato la sperimentazione del farmaco? Ma dove? Forse nelle aziende di famiglia del Barone rampante Caprini. Chi è l’ingegnere Caparini, il “Davide”?

Davide Caparini

 

È un facoltoso e noto imprenditore, che fa l’assessore al bilancio della Lombardia per puro “hobby2” Wikipedia ci illumina d’immenso. Dal 1995 al 1996 è stato presidente del consiglio di amministrazione della Nuova Editoriale S.p.A. Editore de L’Indipendente diretto da Daniele Vimercati. Dal 1996 al 1998 amministratore delegato dell’Editoriale Nord. Nel maggio 1997 Caparini ribattezza in Radio Padania Libera e gradualmente trasforma in una radio comunitaria nazionale l’emittente Radio Varese-Lega Lombarda le cui frequenze il 20-10-1990 erano divenute proprietà della Lega Lombarda per decisione di Umberto Bossi. Caparini edita RPL fino allo spin off del 2005. Ha editato l’organo ufficiale della Lega Nord trasformandolo dal periodico Lombardia Autonomista al quotidiano a diffusione nazionale laPadania (in edicola dal gennaio 1997 al novembre 201) che ha annoverato come direttori Gianluca Marchi, Gigi Moncalvo e, vedi un po’ Gianluigi Paragone e come firme Massimo Fini, Max Parisi e Gianfranco Funari.

Ha fondato il settimane Sole delle Alpi (in edicola dal 1998 al 2006) diretto da Roberto Poletti e la casa editrice Bruno Salvadori. Dal 1996 è socio dell’Editoriale Nord scarl editore de laPadania, Radio Padania Libera, il Sole delle Alpi, e la casa editrice Bruno Salvadori. Dal 1999 è amministratore unico di Mediapadania S.r.L. società concessionaria pubblicitaria ed organizzatrice di eventi come Miss Padania (dal 1997 fino al 2013)  Capodanno Celtico. Dal 1999 è amministratore unico di Celticon S.r.L. editrice di TelePadania diretta da Max Parisi, Max Ferrari, Aurora Lussana in onda su Telecampione e Sky fino alla sua chiusura il 30 giugno 2014. Aspettiamo oggi come si pronuncerà l’Aifa e, intanto, non ci resta che piangere per i morti. E attenti a “quei due”.




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